.....malgrado il colore lo avesse penalizzato in gioventù, dopo i 25 anni di età la tendenza iniziava ad invertirsi. Venne anche per lui il momento di rifarsi. La prima storia vera lo travolse e lui non oppose resistenza. Come spesso succede, prima dei 30 anni, l'idealismo porta a pensare che si sta iniziando la storia della vita. Ma poi, con gli anni, prevale quel realismo per cui ci si fa una ragione quando quell'aspettativa viene frustrata. Ma una cosa è certa: quando si scopre di piacere ad una persona scatta una sorta di interruttore di quell'automatismo che che fa rendere conto che si può piacere a tante altre persone. Quindi anche per Bruno Virgili l'antica teoria del chiodo scaccia chiodo ha avuto un effetto terapeutico.
Conoscendo man mano diverse donne e le loro diversità è stato preso dalla curiosità di conoscerle sempre in modo migliore ed allo stesso tempo si è convinto sempre di più che la scelta di non cedere al matrimonio sia stata quella giusta. Non che avesse avuto grandi proposte Bruno Virgili, se si eccettua quella avuta da un uomo ed elegantemente rifiutata...ma questa è un'altra storia.
Bruno Virgili sostiene che non deve essere un contratto a sancire un'unione tra due persone, ma l fusione di due coscienze. Bruno Virgili ha capito che prima di legarsi nuovamente a qualcuno, vuole stare slegato.
Non ha bisogno di qualcuno che, appena messo piede in casa sua, gli sposta le tazze del latte. Non ha bisogno di qualcuno che gli chieda che macchina possiede prima di rispondere ad un invito serale. Non ha bisogno di qualcuno che, in un momento di passione, gli scoppi a piangere in faccia dicendosi di sentirsi usata. Non ha bisogno di qualcuno che un giorno si dice innamorata ed il giorno dopo sparisce.
Bruno Virgili non ha bisogno.
Quanto è stato rivelatore per lui sentirsi dire un giorno in metropolitana:"Guarda, in questo vagone sei l'unico rosso. Quanto sei esclusivo!"
Da quel momento si accorse di amare il rosso. Ma senza una chiave, quella giusta, nessun amore si apre....
to be continued...
lunedì 9 marzo 2009
domenica 8 marzo 2009
Per voi, DONNE
Il sorriso di una donna la mattina
è come una ventata d'aria fresca.
Lo sguardo di una donna
può comunicare tutta una passione.
La bocca di una donna
ti parla, ti bacia, ti assaggia, ti rende vivo.
Il collo di una donna
sexy, pulito, punto di contatto tra mente e corpo.
Il seno di una donna
è una giostra di piaceri.
I fianchi di una donna
sono onde che travolgono.
Il sedere di una donna
è un mondo intero da scoprire.
Il ventre di una donna
crea, si dona, ti dona, ti accoglie.
Le gambe di una donna
sono lunghe piste d'atterraggio per i baci.
I piedi di una donna
sono preannuncio di emozioni quandi ti vengono incontro.
La mente di una donna
racchiude qualità divine
che rendono l'uomo piccolo
e spaesato senza le sue attenzioni.
Se tu, piccolo uomo, sei nella mente di una donna,
sei al sicuro....
è come una ventata d'aria fresca.
Lo sguardo di una donna
può comunicare tutta una passione.
La bocca di una donna
ti parla, ti bacia, ti assaggia, ti rende vivo.
Il collo di una donna
sexy, pulito, punto di contatto tra mente e corpo.
Il seno di una donna
è una giostra di piaceri.
I fianchi di una donna
sono onde che travolgono.
Il sedere di una donna
è un mondo intero da scoprire.
Il ventre di una donna
crea, si dona, ti dona, ti accoglie.
Le gambe di una donna
sono lunghe piste d'atterraggio per i baci.
I piedi di una donna
sono preannuncio di emozioni quandi ti vengono incontro.
La mente di una donna
racchiude qualità divine
che rendono l'uomo piccolo
e spaesato senza le sue attenzioni.
Se tu, piccolo uomo, sei nella mente di una donna,
sei al sicuro....
mercoledì 4 marzo 2009
Bruno Virgili c'è ancora...
.....Si diceva che non si vive di sole donne. Con le donne semmai si vive. Ma senza lavoro si fa la fame. E se si è sposati o fidanzati la fame la si fa in due.
Bruno Virgili si considera fortunato sotto un certo punto di vista. Non ha mai sofferto di solitudine. Sono molti di più i momenti in cui è solo piuttosto che quando è in compagnia di qualcuno.
Però il lavoro è al primo posto. Certo, in passato ci sono stati momenti anche per lui in cui ha rinunciato a qualche lavoro in funzione di qualche serata in buona compagnia. ma non è più così frequente. Malgrado il suo colore lo stia ricompensando.
Già, il suo colore.....recentemente ha scoperto di appartenere ad un 2% della popolazione mondiale. Se Lamberto rospo Dini o Clemente im(potente) Mastella avessero una tale percentuale farebbero una festa tale da far sembrare una festicciola da asilo persino il carnevale di Rio.
Insomma Bruno Virgili appartiene ad una sorta di popolo in via di estinzione. Eppure discende da una dinastia più che prestigiosa. Lui ama definire il suo avo più importante e famoso il "Che Guevara d'Italia".
Da bambino si è sentito ripetere una miliardata di volte che il suo colore è dovuto al fatto che sua madre si alimentava a barbera per tutta la gravidanza.
Beh, malgrado il fatto che i primi medici ad aver fatto il prelievo a Bruno Virgili appena nato furono fermati in stato di ebbrezza, quella del colore dovuto al vino è una cazzata abnorme. Se così fosse perchè i denti sono usciti bianchi?
Di sicuro il DNA di Bruno Virgili non è rappresentato da un grappolo d'uva piemontese.
Oltre al colore per quegli anni strano, si deve aggiungere il fatto che a 8 anni Bruno Virgili si è dovuto dotare di un bel paio di occhiali. Così bello che la maestra appena entrato in classe il primo giorno che li portava gli scoppiò a ridere in faccia.
Grazie Tricarico!!!! Puttana, puttana puttana la maestra!!!!
Come si può vedere ne vide di tutti i colori.....
Bruno Virgili torna sabato 7....a presto....
Bruno Virgili si considera fortunato sotto un certo punto di vista. Non ha mai sofferto di solitudine. Sono molti di più i momenti in cui è solo piuttosto che quando è in compagnia di qualcuno.
Però il lavoro è al primo posto. Certo, in passato ci sono stati momenti anche per lui in cui ha rinunciato a qualche lavoro in funzione di qualche serata in buona compagnia. ma non è più così frequente. Malgrado il suo colore lo stia ricompensando.
Già, il suo colore.....recentemente ha scoperto di appartenere ad un 2% della popolazione mondiale. Se Lamberto rospo Dini o Clemente im(potente) Mastella avessero una tale percentuale farebbero una festa tale da far sembrare una festicciola da asilo persino il carnevale di Rio.
Insomma Bruno Virgili appartiene ad una sorta di popolo in via di estinzione. Eppure discende da una dinastia più che prestigiosa. Lui ama definire il suo avo più importante e famoso il "Che Guevara d'Italia".
Da bambino si è sentito ripetere una miliardata di volte che il suo colore è dovuto al fatto che sua madre si alimentava a barbera per tutta la gravidanza.
Beh, malgrado il fatto che i primi medici ad aver fatto il prelievo a Bruno Virgili appena nato furono fermati in stato di ebbrezza, quella del colore dovuto al vino è una cazzata abnorme. Se così fosse perchè i denti sono usciti bianchi?
Di sicuro il DNA di Bruno Virgili non è rappresentato da un grappolo d'uva piemontese.
Oltre al colore per quegli anni strano, si deve aggiungere il fatto che a 8 anni Bruno Virgili si è dovuto dotare di un bel paio di occhiali. Così bello che la maestra appena entrato in classe il primo giorno che li portava gli scoppiò a ridere in faccia.
Grazie Tricarico!!!! Puttana, puttana puttana la maestra!!!!
Come si può vedere ne vide di tutti i colori.....
Bruno Virgili torna sabato 7....a presto....
Bruno Virgili continua...
Ancora la premessa che non tutto ciò che è scritto è vero...
....parlando di rivincite è impossibile non raccontare di quella volta, quando una mattina come tante, Bruno Virgili si trovò in banca per sbrigare alcune pratiche e vide entrare lei. Scoprì poi chiamarsi Silvia. Lo colpì tutto di lei. Apparenetemente intorno ai 40, elegante, bel viso e con tutte le sue forme al posto giusto.
Per Bruno Virgili una donna è bella quando ha un bel viso. UN bel viso, secondo Bruno Virgili, può mascherare molte imperfezioni fisiche.
Ma lei, Silvia, lo fece risvegliare quella mattina. Capello corto moro, altezza intorno al metro e 65, giubbotto semi aperto quel tanto che bastava a far intuire una soda quarta, carnagione più scura che chiara, occhi in grado di far sentire un uomo in paradiso o, al contrario, nella più cupa disperazione, gonna classica al ginocchio e decollete con tacco 8.
Bighellonando ed aspettando il suo turno Bruno Virgili si avvicinò a lei e gli sembrò un segno quando vide che dalle carte che aveva in mano le scivolò fuori un assegno.
Lei si prodigò in ringraziamenti molto sentiti. Non poteva permettersi di perdere un tale documento e non sapeva come ringraziarlo.
Bruno Virgili, visti i numeri dei relativi turni colse la palla al balzo e le propose un caffè al bar di fronte alla banca e lei, dopo averci pensato un attimo accettò condendo il suo assenso con un sorrisino ammiccante.
Al bar Bruno Virgili decise di giocarsi le sue carte, ma Silvia, accettando con quella seduzione naturale che certe donne hanno la corte di Bruno Virgili gli disse anche di essere una donna sposata.
Alla fine del caffè e del proprio turno allo sportello Bruno Virgili prima di andarsene allungò a Silvia il proprio biglietto da visita dicendole che gli avrebbe fatto piacere nel caso lei lo avesse chiamato.
"Sei molto carino" disse lei prendendo il bigliettino "ma io sono una donna per bene"
"oooohhh...."......."Bruno..."......"ssssìììììììì...."....."non voglio....che tu...."......."aaahhhaa...."......"ti sia fatto....."......"mmmmmm"....."un'idea sbagliataaaaa......su di me..."......"oooohhh...sssììììì"....."sul mio contooooo...."
Riuscì a dire lei mentre, a 4 zampe, si faceva sbattere da Bruno Virgili.
Ma non si vive di sole donne....
to be continued...
....parlando di rivincite è impossibile non raccontare di quella volta, quando una mattina come tante, Bruno Virgili si trovò in banca per sbrigare alcune pratiche e vide entrare lei. Scoprì poi chiamarsi Silvia. Lo colpì tutto di lei. Apparenetemente intorno ai 40, elegante, bel viso e con tutte le sue forme al posto giusto.
Per Bruno Virgili una donna è bella quando ha un bel viso. UN bel viso, secondo Bruno Virgili, può mascherare molte imperfezioni fisiche.
Ma lei, Silvia, lo fece risvegliare quella mattina. Capello corto moro, altezza intorno al metro e 65, giubbotto semi aperto quel tanto che bastava a far intuire una soda quarta, carnagione più scura che chiara, occhi in grado di far sentire un uomo in paradiso o, al contrario, nella più cupa disperazione, gonna classica al ginocchio e decollete con tacco 8.
Bighellonando ed aspettando il suo turno Bruno Virgili si avvicinò a lei e gli sembrò un segno quando vide che dalle carte che aveva in mano le scivolò fuori un assegno.
Lei si prodigò in ringraziamenti molto sentiti. Non poteva permettersi di perdere un tale documento e non sapeva come ringraziarlo.
Bruno Virgili, visti i numeri dei relativi turni colse la palla al balzo e le propose un caffè al bar di fronte alla banca e lei, dopo averci pensato un attimo accettò condendo il suo assenso con un sorrisino ammiccante.
Al bar Bruno Virgili decise di giocarsi le sue carte, ma Silvia, accettando con quella seduzione naturale che certe donne hanno la corte di Bruno Virgili gli disse anche di essere una donna sposata.
Alla fine del caffè e del proprio turno allo sportello Bruno Virgili prima di andarsene allungò a Silvia il proprio biglietto da visita dicendole che gli avrebbe fatto piacere nel caso lei lo avesse chiamato.
"Sei molto carino" disse lei prendendo il bigliettino "ma io sono una donna per bene"
"oooohhh...."......."Bruno..."......"ssssìììììììì...."....."non voglio....che tu...."......."aaahhhaa...."......"ti sia fatto....."......"mmmmmm"....."un'idea sbagliataaaaa......su di me..."......"oooohhh...sssììììì"....."sul mio contooooo...."
Riuscì a dire lei mentre, a 4 zampe, si faceva sbattere da Bruno Virgili.
Ma non si vive di sole donne....
to be continued...
martedì 3 marzo 2009
Bruno Virgili è ancora qui...
La premessa iniziale prima di tutto....non tutto ciò che è scritto è vero...
....Come si è capito, la scelta professionale di Bruno Virgili è stata una scelta dettata dall'amore verso quel lavoro.
E a differenza di quello che sostiene Luciano Ligabue quando dice che "l'amore conta", Bruno Virgili invece dice che " l'amore costa."
Soprattutto costa molto in fatto di fatica emozionale.
Fin da giovane Bruno Virgili ha studiato tutte le tecniche e tutte le tattiche per scardinare le difese femminili. Ma non erano ancora maturi i tempi. In quegli anni nemmeno il miglior Arrigo Sacchi o il più scaltro Mourinho avrebbero potuto aiutarlo. Il suo colore, pensava non sempre a torto Bruno Virgili, non lo aiutava di certo.
I primi risvegli ormonali li ebbe, come molti, alle scuole medie. Scuole medie frequentate in un istituto di suore. L'unica cosa che imparò dalle suore fu la devozione. Sì, quella che loro avevano verso Nostro Signore, Bruno Virgili l'aveva verso le tette di alcune sue compagne. E, allo stesso modo in cui loro non videro mai il Signore, Bruno Virgili non vide mai quelle tette tanto agognate.
Gli anni dell'adolescenza furono anni per, Bruno Virgili, vissuti concentrandosi su se stesso vagando coi pensieri sui corpi delle femmine più belle.
Quando, molti anni dopo, venne a conoscenza del pensiero di Woody Allen che sosteneva che il fare autoerotismo significava fare sesso con chi si stimasse molto, beh, allora si sentì meno sfigato.
Però, come spesso succede, quello che ti è stato negato in gioventù, può essere che venga concesso più avanti. Infatti, grazie a quel colore che prima lo aveva penalizzato, Bruno Virgili si prese delle belle rivincite....
to be continued...
....Come si è capito, la scelta professionale di Bruno Virgili è stata una scelta dettata dall'amore verso quel lavoro.
E a differenza di quello che sostiene Luciano Ligabue quando dice che "l'amore conta", Bruno Virgili invece dice che " l'amore costa."
Soprattutto costa molto in fatto di fatica emozionale.
Fin da giovane Bruno Virgili ha studiato tutte le tecniche e tutte le tattiche per scardinare le difese femminili. Ma non erano ancora maturi i tempi. In quegli anni nemmeno il miglior Arrigo Sacchi o il più scaltro Mourinho avrebbero potuto aiutarlo. Il suo colore, pensava non sempre a torto Bruno Virgili, non lo aiutava di certo.
I primi risvegli ormonali li ebbe, come molti, alle scuole medie. Scuole medie frequentate in un istituto di suore. L'unica cosa che imparò dalle suore fu la devozione. Sì, quella che loro avevano verso Nostro Signore, Bruno Virgili l'aveva verso le tette di alcune sue compagne. E, allo stesso modo in cui loro non videro mai il Signore, Bruno Virgili non vide mai quelle tette tanto agognate.
Gli anni dell'adolescenza furono anni per, Bruno Virgili, vissuti concentrandosi su se stesso vagando coi pensieri sui corpi delle femmine più belle.
Quando, molti anni dopo, venne a conoscenza del pensiero di Woody Allen che sosteneva che il fare autoerotismo significava fare sesso con chi si stimasse molto, beh, allora si sentì meno sfigato.
Però, come spesso succede, quello che ti è stato negato in gioventù, può essere che venga concesso più avanti. Infatti, grazie a quel colore che prima lo aveva penalizzato, Bruno Virgili si prese delle belle rivincite....
to be continued...
lunedì 2 marzo 2009
Bruno Virgili n.3
.....Sì, perchè il motivo delle sue incazzature era da ricercarsi nei suoi sentimenti.Infatti quando un uomo ama qualcosa o qualcuno non pensa in termini economici. Se così non fosse la bella e famosa Romina Power non si sarebbe messa con un contadino pugliese, oppure l'altrettanto bella famosa e ricca Stefanie di Monaco non sarebbe andata con un circense.
Però dal non pensare in termini economici, al trovarsi dopo 20 anni di lavoro con poche migliaia di euro ce ne passa.
Certo, Bruno Virgili capì presto che il suo mestiere era paragonabile a quello dei venditori di fumo in quanto a contenuti però ultimamente il conto corrente della sopportazione stava diventando rosso.
E pensare che tutto era iniziato una sera in cui, ancora quindicenne, i suoi genitori lo portarono ad assistere dal vivo ad una trasmissione di Antenna3 Lombardia: Il Bingo di Renzo Villa.
Ora, quando uno si innamora di una cosa palesemente brutta, lenta e anche antiquata, oltre a considerarla una chiamata del destino dovrebbe anche considerarla un campanello d'allarme. Ma Bruno Virgili non badò a questa seconda possibilità. Si sentì investito di chissà quale potere e chissà quale sensibilità nell'immedesimarsi in coloro che fornivano le immagini alla regia. Ben presto capì che la sensisbilità non era direttamente proporzionale al potere e che di questa proporzione ne avrebbero risentito anche i guadagni. Tantè, Bruno Virgili quella sera, si sentì investito da una missione e andò dritto per la sua strada.
Insomma, Il Bingo fu la prima pietra del suo futuro lavoro. Malgrado ciò che scoprì in seguito non tornò più indietro. Avrebbe dovuto capire prima che qualcosa non andava....
to be continued...
Però dal non pensare in termini economici, al trovarsi dopo 20 anni di lavoro con poche migliaia di euro ce ne passa.
Certo, Bruno Virgili capì presto che il suo mestiere era paragonabile a quello dei venditori di fumo in quanto a contenuti però ultimamente il conto corrente della sopportazione stava diventando rosso.
E pensare che tutto era iniziato una sera in cui, ancora quindicenne, i suoi genitori lo portarono ad assistere dal vivo ad una trasmissione di Antenna3 Lombardia: Il Bingo di Renzo Villa.
Ora, quando uno si innamora di una cosa palesemente brutta, lenta e anche antiquata, oltre a considerarla una chiamata del destino dovrebbe anche considerarla un campanello d'allarme. Ma Bruno Virgili non badò a questa seconda possibilità. Si sentì investito di chissà quale potere e chissà quale sensibilità nell'immedesimarsi in coloro che fornivano le immagini alla regia. Ben presto capì che la sensisbilità non era direttamente proporzionale al potere e che di questa proporzione ne avrebbero risentito anche i guadagni. Tantè, Bruno Virgili quella sera, si sentì investito da una missione e andò dritto per la sua strada.
Insomma, Il Bingo fu la prima pietra del suo futuro lavoro. Malgrado ciò che scoprì in seguito non tornò più indietro. Avrebbe dovuto capire prima che qualcosa non andava....
to be continued...
domenica 1 marzo 2009
La storia di Bruno Virgili continua...
....NOn è il caso di sprecare molto tempo per descrivere l'aspetto fisico di Bruno Virgili. "un tipo..." oppure "faccia da birbante"...o anche "non ci si strappa le mutande ma carino" sono i commenti più gettonati.
La vita di Bruno Virgili è scandita da tempi non troppo regolari, ma arriva sempre troppo presto l'ora di andare a dormire.
Bruno Virgili non beve. Bruno Virgili non fuma. Certo, potrebbe sembrare una vita pallosa, ma lui sostiene sempre di voler essere lucidissimo quando si diverte. Perchè Bruno Virgili vuole ricordare.
Non ha grandi possedimenti Bruno Virgili. Il contenuto del suo conto in banca potrebbe stare tutto in una piastrella del pavimento di casa sua. Un pò quello che succedeva ai componenti dell'UDEUR, quando ancora esistevano, che potevano starci tutti in un'unica inquadratura a figura intera.
Bruno Virgili vie in una normalissima casa dove spesso ci porta il figlio e dove molto, ma molto meno spesso ci porta qualche amica.
Le proprietà di Bruno Virgili, ad eccezione della macchina, sono contenute in casa: 2 televisori, di cui uno regalato usato, un frigorifero, un computer, una lavatrice, una bicicletta, la play station 2, il decoder per il digitale terrestre, alcuni fumetti e molti libri.
Quando Bruno Virgili si trova a pensare che tutta questa ricchezza l'ha messa insieme in più di 20 anni di lavoro non riesce a non incazzarsi....
to be continued...
La vita di Bruno Virgili è scandita da tempi non troppo regolari, ma arriva sempre troppo presto l'ora di andare a dormire.
Bruno Virgili non beve. Bruno Virgili non fuma. Certo, potrebbe sembrare una vita pallosa, ma lui sostiene sempre di voler essere lucidissimo quando si diverte. Perchè Bruno Virgili vuole ricordare.
Non ha grandi possedimenti Bruno Virgili. Il contenuto del suo conto in banca potrebbe stare tutto in una piastrella del pavimento di casa sua. Un pò quello che succedeva ai componenti dell'UDEUR, quando ancora esistevano, che potevano starci tutti in un'unica inquadratura a figura intera.
Bruno Virgili vie in una normalissima casa dove spesso ci porta il figlio e dove molto, ma molto meno spesso ci porta qualche amica.
Le proprietà di Bruno Virgili, ad eccezione della macchina, sono contenute in casa: 2 televisori, di cui uno regalato usato, un frigorifero, un computer, una lavatrice, una bicicletta, la play station 2, il decoder per il digitale terrestre, alcuni fumetti e molti libri.
Quando Bruno Virgili si trova a pensare che tutta questa ricchezza l'ha messa insieme in più di 20 anni di lavoro non riesce a non incazzarsi....
to be continued...
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