Salto di qualità della Lega Nord a Milano:"In metrò posti riservati ai milanesi!"
L'Onorevole( e pensate se non lo fosse Onorevole) Salvini ha commentato:"Io uso i mezzi pubblici e bisogna intervenire!"
Si, certo, il primo intervento lo farei su di te con un tackle a piedi uniti modello Gattuso.
E poi un piacentino che dovesse salire in metro, beh, mi spiace, solo posti in piedi.
IO proporrei anche di far pagare di più il biglietto ai non milanesi, Salvini, pensaci.
Inchiesta della Guardia di Finanza che ha individuato più aziende edilizie che non hanno dichiarato nemmeno un euro.
Ma dai, non ci credo!!! In questa Italia di onesti....
Nutella batte Ikea!
Ma che cazzo di notizia è?!?
Forse che rappresentanti delle due aziende si siano sfidati a calcio? E poi chi era a conoscenza della sfida?!?
E adesso cosa farà Nutella contro Porschè?!?
giovedì 7 maggio 2009
mercoledì 6 maggio 2009
Il Lario diario(ultima terza parte)
Io davvero ho cercato di aiutarlo
era vero quando dicevo di amarlo.
Gli dicevo:"Silvio mio, non mi trascurare!"
Ma lui rispondeva:"Veronica, io mi devo far votare!"
I figli crescevano ma lui non c'era mai
così impegnato a risolvere i suoi guai.
Mai al cinema, mai allo stadio insieme a loro
solo i suoi amici a cantargli in coro:"Silvio, sei d'oro!"
Poi arrivò il 2007, quando io scrissi ai giornali
e lui si scusò usando tutti i suoi canali.
Convinta, tornai ad essere la sua fedele compagna
e lui che fa? Porta in Parlamento la Carfagna.
Non capì quella che fu una profezia
quando, per distrarmi, feci un viaggio a Venezia.
Stetti così bene, da sopportarlo per altri due anni
lavammo in casa, infatti, i nostri panni.
Ma io fremevo, sospiravo e pensavo:-Magari!-
poter invecchiare con quel barbuto che mi tratta alla pari.
Il resto è storia di questi giorni
lui mi attacca, ma prega che ritorni.
Invece stavolta ho deciso. Io, Veronica Lario
voglio chiudere il sipario.
era vero quando dicevo di amarlo.
Gli dicevo:"Silvio mio, non mi trascurare!"
Ma lui rispondeva:"Veronica, io mi devo far votare!"
I figli crescevano ma lui non c'era mai
così impegnato a risolvere i suoi guai.
Mai al cinema, mai allo stadio insieme a loro
solo i suoi amici a cantargli in coro:"Silvio, sei d'oro!"
Poi arrivò il 2007, quando io scrissi ai giornali
e lui si scusò usando tutti i suoi canali.
Convinta, tornai ad essere la sua fedele compagna
e lui che fa? Porta in Parlamento la Carfagna.
Non capì quella che fu una profezia
quando, per distrarmi, feci un viaggio a Venezia.
Stetti così bene, da sopportarlo per altri due anni
lavammo in casa, infatti, i nostri panni.
Ma io fremevo, sospiravo e pensavo:-Magari!-
poter invecchiare con quel barbuto che mi tratta alla pari.
Il resto è storia di questi giorni
lui mi attacca, ma prega che ritorni.
Invece stavolta ho deciso. Io, Veronica Lario
voglio chiudere il sipario.
martedì 5 maggio 2009
Il Lario diario (parte 2)
Dall'inizio lo vedevo in continua ascesa
e io stavo lì, senza nessuna pretesa.
Sempre vicina, sempre al suo fianco
lo sostenevo, ma lui non era mai stanco.
Addirittura tra affari e consigli
trovammo il tempo di fare tre figli.
Gli anni passavano e la sua fama cresceva
ma sempre meno tempo con me lui spendeva.
Certo, mi faceva sontuosi regali
ma le attenzioni non erano mai tali.
Anche le sue riunioni super segrete
erano per me proibite, cosa credete.
Sapeva sorprendermi a volte con le sue mascherate
sapeva farmi ridere con l'ironia delle sue trovate.
Con più diventava vecchio e più aumentavano i suoi flirt
e io, mestamente, non mi sentivo più tanto first.
Ero diventata attrice delle sue barzellette
mentre ammiccava alle sue amichette.
Circondato dai suoi amici, veri zerbini
che lo sostenevano malgrado i suoi festini.
Lui giocava, rideva, come se fosse sempre carnevale
mentre io, adesso, gli regalo l'ennesimo tribunale.
To be continued...
e io stavo lì, senza nessuna pretesa.
Sempre vicina, sempre al suo fianco
lo sostenevo, ma lui non era mai stanco.
Addirittura tra affari e consigli
trovammo il tempo di fare tre figli.
Gli anni passavano e la sua fama cresceva
ma sempre meno tempo con me lui spendeva.
Certo, mi faceva sontuosi regali
ma le attenzioni non erano mai tali.
Anche le sue riunioni super segrete
erano per me proibite, cosa credete.
Sapeva sorprendermi a volte con le sue mascherate
sapeva farmi ridere con l'ironia delle sue trovate.
Con più diventava vecchio e più aumentavano i suoi flirt
e io, mestamente, non mi sentivo più tanto first.
Ero diventata attrice delle sue barzellette
mentre ammiccava alle sue amichette.
Circondato dai suoi amici, veri zerbini
che lo sostenevano malgrado i suoi festini.
Lui giocava, rideva, come se fosse sempre carnevale
mentre io, adesso, gli regalo l'ennesimo tribunale.
To be continued...
lunedì 4 maggio 2009
Il Lario diario (parte 1)
Basta, ho deciso! Io, Veronica Lario
voglio calare il sipario.
Tranquilli, non è una definitiva dipartita,
al contrario. Voglio riprendermi la vita.
Lui dice:"E' una vicenda personale che mi addolora!"
Ma io lo conosco, ci penserà per meno di mezzora.
L'immagine verso il mondo l'unica sua preoccupazione
e cercherà di contrastare ogni mio versione.
E quando penso a quella sera nel camerino del Manzoni
in cui, 29 anni fa, mi disse:"Salve, io sono Berlusconi!"
Lo vidi sorridente e sicuro, tanto che ci ho creduto
ora cosa mi ritrovo in mano se non del tempo perduto?
Certo, ci sarà una bella spartizione
ma a lui interessa di più una nuova elezione.
Sono stati 29 lunghi anni
con tanti piaceri ma altrettanti inganni.
Mi disse un giorno:"Compro l'Inter! Grandi vittorie in vista!"
e invece di colpo me lo ritrovai milanista.
E poi ancora:"Veronica, capiscimi, lavoro come un bue!"
Sì, certo, ma per divertirti chiami Licio e la P2.
Senza contare quando disse:"Si va in malora, non lo vedi?"
e dopo poco diventai la first lady.
to be continued...
voglio calare il sipario.
Tranquilli, non è una definitiva dipartita,
al contrario. Voglio riprendermi la vita.
Lui dice:"E' una vicenda personale che mi addolora!"
Ma io lo conosco, ci penserà per meno di mezzora.
L'immagine verso il mondo l'unica sua preoccupazione
e cercherà di contrastare ogni mio versione.
E quando penso a quella sera nel camerino del Manzoni
in cui, 29 anni fa, mi disse:"Salve, io sono Berlusconi!"
Lo vidi sorridente e sicuro, tanto che ci ho creduto
ora cosa mi ritrovo in mano se non del tempo perduto?
Certo, ci sarà una bella spartizione
ma a lui interessa di più una nuova elezione.
Sono stati 29 lunghi anni
con tanti piaceri ma altrettanti inganni.
Mi disse un giorno:"Compro l'Inter! Grandi vittorie in vista!"
e invece di colpo me lo ritrovai milanista.
E poi ancora:"Veronica, capiscimi, lavoro come un bue!"
Sì, certo, ma per divertirti chiami Licio e la P2.
Senza contare quando disse:"Si va in malora, non lo vedi?"
e dopo poco diventai la first lady.
to be continued...
domenica 3 maggio 2009
Bruno Virgili e i giornalisti parte 3
Dopo quel clamoroso esempio di giornalismo all'italiana raccontato un paio di giorni fa non è da trascurare nemmeno quel giornalista che, salito in macchina alle 9.00 del mattino, rivolgendosi a Bruno Virgili dice:"Non so ancora cosa si farà, ma so già che sforeremo!".
Ora, una frase del genere già mette in luce il delirio che regna in certe menti, ma se detta alle 9.00 del mattino, gia significa che la giornata prima delle 20.00 non sarebbe finita.
Bruno Virgili con il rifiuto ovvio e naturale ad una richiesta del genere, voleva rivendicare il fatto che, iniziando a lavorare alle 8.30, e non facendo un servizio di cronaca appena successa, poteva legittimamente pensare di essere libero alle 21.00.
Ma questa dello sforamento per quel programma stava diventando un'abitudine. Era la terza volta che faceva troupe per Dallarò, e x la terza volta, in modo sistematico l'orario veniva prolungato senza motivo alcuno se non che non venivano programmate in anticipo, come chiunque fa giustamente, le interviste da svolgere. Le si cercava sul posto in giornata, e, chiaramente le si doveva prendere quando l'intervistato poteva. Anche atarda sera se necessario.
Una redazione periocolosa. E chissà come mai, su Milano, si è sparsa la voce, e quando Dallarò chiama per qualche servizio la maggiorr parte delle troupe sono impegnate...
to be continued....
Ora, una frase del genere già mette in luce il delirio che regna in certe menti, ma se detta alle 9.00 del mattino, gia significa che la giornata prima delle 20.00 non sarebbe finita.
Bruno Virgili con il rifiuto ovvio e naturale ad una richiesta del genere, voleva rivendicare il fatto che, iniziando a lavorare alle 8.30, e non facendo un servizio di cronaca appena successa, poteva legittimamente pensare di essere libero alle 21.00.
Ma questa dello sforamento per quel programma stava diventando un'abitudine. Era la terza volta che faceva troupe per Dallarò, e x la terza volta, in modo sistematico l'orario veniva prolungato senza motivo alcuno se non che non venivano programmate in anticipo, come chiunque fa giustamente, le interviste da svolgere. Le si cercava sul posto in giornata, e, chiaramente le si doveva prendere quando l'intervistato poteva. Anche atarda sera se necessario.
Una redazione periocolosa. E chissà come mai, su Milano, si è sparsa la voce, e quando Dallarò chiama per qualche servizio la maggiorr parte delle troupe sono impegnate...
to be continued....
sabato 2 maggio 2009
Sabato news...
Il virus dell'influenza suina in Italia è come la crisi. Prima non c'era, adesso l'abbiamo superata.
L'influenza prima non c'era nessun caso, adesso quello contagiato è già guarito.
Insomma, questa influenza, denominata suina, si è sviluppata perchè secrezioni salivari sono entrate in contatto con vie aeree umane.
Ma chi cazzo sarà quel messicano che si è slinguato una porca?
L'organizzazione internazionale Freedomhouse ha retrocesso l'Italia nella speciale classifica della libertà di stampa.
Ma va?!?!?
In Europa, l'Italia è stato l'unico paese ad essere stato retrocesso.
Ma chissà come mai?!?!?
Iniziativa più unica che rara in Kenya. Omeglio delle donne kenyote. Faranno lo sciopero del sesso per convincere i propri uomini a smettere di fare la guerra.
Fino ad ieri come facevi a negare un pò di svago al proprio marito che rientrava a casa dopo una dura giornata di lavoro in cui gli è toccato uccidere una dozzina di nemici.
E pensate ad un'iniziativa simile in Italia. Sciopero del sesso contro quegli uomini che guardano le partite in tv.
Punto primo non avrebbe successo, e qualora lo avesse, da buoni italiani, si raggiungerebbe un vero compromesso: sesso mentre l'uomo guarda le partite in tv.
L'influenza prima non c'era nessun caso, adesso quello contagiato è già guarito.
Insomma, questa influenza, denominata suina, si è sviluppata perchè secrezioni salivari sono entrate in contatto con vie aeree umane.
Ma chi cazzo sarà quel messicano che si è slinguato una porca?
L'organizzazione internazionale Freedomhouse ha retrocesso l'Italia nella speciale classifica della libertà di stampa.
Ma va?!?!?
In Europa, l'Italia è stato l'unico paese ad essere stato retrocesso.
Ma chissà come mai?!?!?
Iniziativa più unica che rara in Kenya. Omeglio delle donne kenyote. Faranno lo sciopero del sesso per convincere i propri uomini a smettere di fare la guerra.
Fino ad ieri come facevi a negare un pò di svago al proprio marito che rientrava a casa dopo una dura giornata di lavoro in cui gli è toccato uccidere una dozzina di nemici.
E pensate ad un'iniziativa simile in Italia. Sciopero del sesso contro quegli uomini che guardano le partite in tv.
Punto primo non avrebbe successo, e qualora lo avesse, da buoni italiani, si raggiungerebbe un vero compromesso: sesso mentre l'uomo guarda le partite in tv.
venerdì 1 maggio 2009
Bruno Virgili e le specie da laboratorio parte 2
Oltre ai casi ecclatanti che meriterebbero il ricovero coatto ci sono tanti altri momenti che Bruno Virgili ritiene significativi e quindi da raccontare.
Lui tiene a precisare che si riferisce sempre e solo giornalisti televisivi. Spesso sono una via di mezzo tra gli attori e i maggiordomi. Guai a non acconsentire il direttore buttando un occhio al proprio primo piano. Si deve fare sempre buona impressione sui direttori. In televisione i direttori dei tg sono sempre dei maschi. Ed accontentarli è la priorità assoluta. Anche a costo di non portare a casa il servizio. Alla faccia della deontologia.
Bruno Virgili ricorda, come fosse ieri, quel pomeriggio intero passato in corso Buenos Aires a fare quello che loro chiamano "vox populi". Le banali interviste alla gente per strada. La giornalista era la Violentino del tg il cui direttore era, ora come allora, quello di Emilio Cede. 3 ore di cassette girate perchè le risposte non sarebbero piaciute al direttore. "questa signora è brutta" oppure "questa risposta non gli piacerebbe" o ancora "questo è di sinistra".
Fino a che, stufatosi, Bruno Virgili le ha detto di far arrivare dei suoi amici e farsi dire quello che sarebbe stato bene andasse in onda. E l'esempio appena raccontato risponde a quell'enunciato che recita così:-Se fai un servizio che piace al tuo direttore, hai fatto un buon servizio....- e fin qui potrebbe non esserci nulla di sbagliato, peccato che però l'enunciato continua così :-....anche se per renderlo piacevole al tuo direttore hai dovuto stravolgere o alterare o anche ribaltare il senso della notizia.-
to be continued...
Lui tiene a precisare che si riferisce sempre e solo giornalisti televisivi. Spesso sono una via di mezzo tra gli attori e i maggiordomi. Guai a non acconsentire il direttore buttando un occhio al proprio primo piano. Si deve fare sempre buona impressione sui direttori. In televisione i direttori dei tg sono sempre dei maschi. Ed accontentarli è la priorità assoluta. Anche a costo di non portare a casa il servizio. Alla faccia della deontologia.
Bruno Virgili ricorda, come fosse ieri, quel pomeriggio intero passato in corso Buenos Aires a fare quello che loro chiamano "vox populi". Le banali interviste alla gente per strada. La giornalista era la Violentino del tg il cui direttore era, ora come allora, quello di Emilio Cede. 3 ore di cassette girate perchè le risposte non sarebbero piaciute al direttore. "questa signora è brutta" oppure "questa risposta non gli piacerebbe" o ancora "questo è di sinistra".
Fino a che, stufatosi, Bruno Virgili le ha detto di far arrivare dei suoi amici e farsi dire quello che sarebbe stato bene andasse in onda. E l'esempio appena raccontato risponde a quell'enunciato che recita così:-Se fai un servizio che piace al tuo direttore, hai fatto un buon servizio....- e fin qui potrebbe non esserci nulla di sbagliato, peccato che però l'enunciato continua così :-....anche se per renderlo piacevole al tuo direttore hai dovuto stravolgere o alterare o anche ribaltare il senso della notizia.-
to be continued...
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