venerdì 3 aprile 2009

Bruno Virgili e Anna

"Si, Anna, piangi, disperati, ma per ricaricarti e non per deprimerti perchè come ha detto una meravigliosa scrittrice che ti consiglio di leggere, Jeanette Winterson, è la perdita la misura dell'amore. E lo so che tu sei riuscita a distaccarti da quell'essere che dovrebbe essere chiamato uomo con molta fatica, malgrado i continui maltrattamenti che hai subito. Però sappi che è lui che si dovrà rendere conto di cosa ha perso trattandoti come ha fatto solo dopo averti sposata. Tu non eri più Anna. Eri la sua donna. E in quel -sua- c'era tutta la possessione. In amore la possessione è rischiosa. Pericolosa. Infatti appena ha capito che ti stavi allontanando la sua possessione è diventata ossessione. L'ossessione non ti permette di gestire le emozioni. A lui è successo questo. Non sto giustificando il fatto che ti abbia mandato svariate volte al pronto soccorso anzi, dove è adesso qualche cura la subirà. era diventato il tuo stalker Anna. Hai fatto benissimo a denunciarlo. Avresti dovuto farlo prima se non fosse per la tua speranza che fosse sempre l'ultima volta ch eavresti preso le botte. Sai, Anna, quante donne non sono riuscite ad arrivare dove sei arrivata tu adesso? Le ossessioni dei loro uomini sono state vere e proprie condanne...
Ora cara Anna stai piangendo ma queste lacrime stanno già aprendo una porta con su scritto:-ora so quello che non voglio- e non è roba da poco. Credimi. vedrai che...."
"Il tempo disponibile per lasciare un messaggio è terminato. Richiamate più tardi qualora desideriate lasciarne un altro."
Bruno Virgili guardò la cornetta, pensò, e mise giù...

to be continued...

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