domenica 26 aprile 2009

Bruno Virgili e i giornalist...ovvero una specie da loboratorio

Nella storia professionale di ogni persona ci sono, solitamente, delle figure di riferimento. Le si ascolta, le si osserva e, qualora ce ne fosse la possibilità, si impara anche qualcosa da loro. Questo vale anche per Bruno Virgili che, nel tempo, ha avuto come riferimento persone di diverso calibro. Ci sono stati direttori della fotografia, famosi e non e anche registi, famosi e non. Ma ultimamente la figura professionale più a stretto contatto con Bruno Virgili è il giornalista.
Bruno Virgili pensa che esiste una trasmissione che dovrebbe dedicare più di una sua puntata alla professione dei gironalisti televisivi. Questa trasmissione è superquark.
Eppure, idealmente, la professione del giornalista è splendida. Ma non voglio entrare in discussioni infinite.
Quando un gruppo di 7/8 giornalisti sono insieme e li osserva vivere in cattività si scopre che davvero sono una specie particolare.
Si autoalimentano a vicenda dicendo cose tipo:"Io con le interviste sono a posto. Ho finito. Ma se resta qui Mediaset allora resto qui anche io!" e così, a cascata, non si muove nessuno.
-Ma cazzo- pensa Bruno Virgili -Se hai finito che cazzo ti fermi a fare???? Che scoop pensi che faccia Mediaset se te ne vai??? Non ce l'hai una cazzo di vita privata!?!?!?-
E poi ci sono certi atteggiamenti che fanno capire quanto si sentano superiori rispetto a quelli che non sono armati di penna. In qualsiasi contesto ci si trovi, se si azzarda un'opinione, 9 volte su dieci non ti rispondono neanche. Qualora la foacciano è per contestare quello che si è detto. E questo quando si è a contatto con un solo giornalista. Se la propria opinione la si esprimesse in un branco di giornalisti, questi si guardano tra di loro esprimendo diversi stati d'animo che rappresentano le seguenti emozioni: -Ma che vuole questo qui?- oppure -Certo, ora sono tutti giornalisti- o anche -Noi siamo gli eletti, noi abbiamo il verbo, perchè si intromette- oppure si possono notare le loro occhiate che sono più stupite di quanto non avrebbero se si presentasse un alieno davanti a loro.
Senza considerare le dichiarazioni di certi giornalisti televisivi che letteralemnte non possono essere commentate.
Per esempio, la Nella POnfalonieri, che dovrebbe stare tranquilla lei oltre alle 27 generazioni che la seguiranno che dice:"Io non voglio uscire in troupe con gli interni Mediaset perchè non superano i limiti di velocità in autostrada!!!" oppure Carmelo Dardo che in un attimo di lucido delirio afferma:"A me non interessa che il cameraman sappia usare bene la telecamera, quanto non sbagli le strade a MIlano!"
Oppure il non plus ultra degli scrivani, tale Giandomenico Furtò che dovrebbe girare con un pool di psicologi per mano. Lui per anni aveva il divieto di montare i propri servizi in una delle sedi principali di Mediaset perchè ha costretto alcuni montatori a inseguirlo urlanti con tanto di cassetta da lanciargli addosso.
Insomma, quella che dovrebbe essere la preofessione più importante di un paese è stata trasformata in una specie da studiare in laboratorio.
E tante altre piccole storie alimenteranno questa mia affermazione...

Nessun commento:

Posta un commento