mercoledì 11 marzo 2009

Bruno Virgili e la libertà fascettata...

....Bruno Virgili sente il momento. Bruno Virgili soffre. Bruno Virgili s'offre. Ma è poco ascoltato. Fatica a sopportare l'ansia che cresce di anno in anno. Bruno Virgili sente che fatica e sente la fatica dell'essere sempre in bilico. Fosse sul bilico o nel bilico sarebbe meglio. Sente di vivere tempi al contrario. Dove primeggia chi maneggia, chi magheggia. Dove comanda chi la combina più grossa. Se rubi sei furbo, allora ti premio. Ti meriti una carica pubblica.
Bruno Virgili non riesce più a sopportare di essere governato da gentaglia che dovrebbe essere ad occuparsi della propria squadra di calcio durante l'ora d'aria. E non sopporta, spesso in misura maggiore, la complicità di altrettanta gentaglia che invece dovrebbe dovrebbe combattere questo sistema.
Bruno Virgili vuole far arrivare la propria voce di sostegno a quei pochi, non coraggiosi, ma normali, che combattono strenuamente contro quella schiera di carcerati in libertà abusiva.
L'Italia è il paese di quelli che "Io intanto evado poi se mi beccano vado in tv e mi difendo." Stramilionari che in barba alla povera gente, che compra miseri cappellini in cotone a 40 euro per farne il tifo, si fanno beffe dello stato solo perchè qualche giornalaio colluso o comprato mette sotto le loro bocche un cazzuto microfono. Sportivi, cantanti, politici che vi piace evadere come vi piace guardare e parlare dell'America, se foste stati americani ora, invece dei vostri braccialetti, avreste delle fascette ai polsi.
Bruno Virgili vuole vedere fascettate le libertà di questa gente....

to be continued...

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