martedì 17 marzo 2009

...Le emozioni di Bruno Virgili...

....Bruno Virgili si trovò a lavorare dove, come ingrediente principale affinchè il suo lavoro potesse arrivare o essere recepito, facevano capolino le emozioni. Di diverso genere ma di un'unica natura: lo spettacolo.
Uno di quei posti generatori di emozioni fu il teatro.
Il teatro è uno di quei luoghi che, se lo si ama, lo si sente vivere anche quando è vuoto.
A Bruno Virgili è successo più di una volta di sentire gli applausi di una platea entusiasta anche con la sala deserta. O di rivivere e di rivedere i prottagonisti quando ancora sul palco tutti le luci erano spente.
Bruno Virgili amava il momento in cui saliva quella scala così esclusiva che lo portava a percorrere una delle passerelle sospese a 15 metri di altezza sopra il palcoscenico, per dare tensione alla sua cabina regia.
Bruno Virgili, sempre, si fermava su quella passerella quasi come fosse un rituale. Si guardava intorno. Guardava giù. E respirava. Lui riteneva che quei pochi minuti in quel punto fossero carburante puro. Sosteneva che a quell'altezza vivevano le anime di quegli autori immortali tenuti in vita dalla sofferenza e dall'amore di chi li metteva in scena e di chi li applaudiva.
Ogni volta che er lì sopra non poteva fare a meno di pensare a tutti che affrontavano viaggi anche dalla parte opposta del pianeta per vedere spettacoli che non potevano essere portati in tournee.
E sentiva tutto il privilegio della sua posizione.
Bruno Virgili sa che il teatro è uno di quei luoghi in cui certe anime non muoiono mai. E si sentono. E si respirano. E in silenzio, ci fanno compagnia.

to be continued...

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